Un po' di notizie di Casa Nostra

Dall’ultima lettera è passato un po’ di tempo e sicuramente sarete desiderosi di leggere della intensa vita di casa. Si tratta infatti di intensa vita quotidiana quella che và dal lunedì al venerdì. Poi arriva il Week end e la casa entra in un altro intenso movimento. Possiamo dire che la vita scorre su due livelli: quello feriale e quello festivo. Dunque parliamo di quello feriale. E’ il più impegnativo per i residenti della grande famiglia spirituale. Su si essi ricade l’impegno sia della vita comunitaria che dei mille piccoli servizi che una casa come la nostra richiede. Questa vita così semplice e anche nascosta scorre ogni giorno tra le fatiche e le gioie, nonché consolazioni dello Spirito. In alcuni giorni della settimana veniamo raggiunti dai fratelli e dalle sorelle che ci danno una mano, ma soprattutto si uniscono alla nostra vita. Sono un dono prezioso! Ma prima parliamo della condizione dei nostri comunitari. Come potete ben vedere tanti anni fa erano in forza e con meno peso degli anni sulle spalle. Oggi, l’anzianità e la infermità segnano questi comunitari e ci tocca con amore e riconoscenza assisterli e servirli. Ma si difendono ancora. Perlomeno si barcamenano. Ettore e Rita affrontano gli imprevisti con molta forza d’animo e ci sono di esempio di come l’amore coniugale non viene meno mai, nemmeno con il tempo della malattia. Si difende bene Avventino. Il nonno sempre entusiasta nonostante il peso degli anni. Sorridente attende ancora a mille piccole cosettine. E’ il suo un bell’esempio!
Uomo di preghiera e ancora pratico. La mamma Maria dice di essere stanca di vivere, ma gli abbiamo detto che a questo punto deve avere pazienza e aspettare i 100 anni! Ne mancano solo 3 per fare un gran festone! Se li merita. Intanto non perde tempo nel continuare a lavorare all’ uncinetto. La brava Giuseppina di Grignasco gli assicura assistenza permanente. Possiamo pertanto considerare anche lei della famiglia. La regina della cucina, Suor Maria, tra un colpo di tosse e l’altro, continua a prepararci da mangiare e non solo: camere,lavanderia, stireria,guardaroba. Qualcuno dice che è tosta ma lei continua a dire che Gesù è la sua forza. Ed è vero! Gianni ed Enza, soprattutto Enza oramai ha quasi totalmente preso alla grande in mano tutti gli aspetti del servizio di segreteria e dell’oggettistica. La sua precisione, proverbiale, che la contraddistingue, ha dato già ottimi risultati: schedari in ordine e documenti a posto! Anche per l’oggettistica le cose stanno andando bene. Manca ancora qualcosa per completare il quadro.
I frati ne hanno fin sopra la testa. Sia Giulio che Lorenzo attendono un po’ alla pubbliche relazioni e ai ministeri propri del loro stato. P.Felice, patriarca, è una buona retroguardia che assicura nella casa, in assenza di loro  il servizio liturgico.
P. Lorenzo (che dovremmo chiamare il Magnifico) caricato e motivato cura tutto il logistico della vita quotidiana, mentre  P.Giulio, anima della casa attende allo studio e alla preparazione di molte conferenze che và a tenere un po’ d’appertutto. Questi però ha già il cuore nell’orto. Tutto è pronto per la nuova stagione di semine e di coltivazioni.
I giovani, Daniele e Beniamino sono i nostri pupilli e sono bravi. Ne avessimo un po’ di più non sarebbero tirati così finiti a sera per come intensamente sono dediti a mille incombenze.
La vita quotidiana è bella! Dall’alba al tramonto. Scorre serena al caldo dei camini che sembrano scintillare di gioia, partecipi di questa semplice vita quotidiana.
E non è tutto perché và avanti la sistemazione della biblioteca- Il nuovo aggiunto, Antonio Arpino, coadiuva la brava Giovanna Balosso  sempre in lotta in sé se limitarsi alla catalogazione o alla lettura di così tanti bei libri.
Arturo, Benny ed Edoardo, pensano a mille lavori pesanti ed esterni. La casa, con il suo grande parco dà da fare. Quanto!
Diciamo che quello che ruotano e partecipano della vita quotidiana della casa si aiutano, si stimano e si vogliono bene. Persone di grande semplicità e praticità. Persone che al di là dei discorsi parlati, amano far diventare parola i fatti. Dunque che parole! La più semplice è ‘amore’. Se non fosse per questo, davvero nessuno di quelli che faticano avrebbero forza di continuare.
E da ultimo, si sa che la nostra è una casa aperta all’accoglienza. Gli ospiti entrano in una dinamica di vita famigliare. Continua a circolare tra tutti una profonda serenità. E’ convinzione in tutti che la casa infonde pace e nella pace scorrono i nostri giorni.

Giorni in cui ci si porta al nocciolo della fede cristiana.

Ogni anno la quaresima ci offre la possibilità di rimettere in ordine la vita cristiana ristabilendola come tale. Vita che si esprime a partire dal giorno del battesimo e tutta da vivere come veri figli di Dio. In questo mondo dobbiamo infatti camminare come figli di Dio. Non è dunque sufficiente vivere alla maniera di tutti gli uomini. Noi siamo chiamati a vivere in questo mondo una vita diversa da quella che gli uomini senza Dio vivono, che è semplice-mente umana. Come figli di Dio oltre che quella umana in quanto tale, la nostra è anche vita divina. Tutto ciò frutto di quello che Gesù ha fatto per noi con la sua morte e sua risurrezione.

Vita divina! L’abbiamo sentito molte volte questa espressione. Si tratta di una verità. Essa è offerta e donata a coloro che, immersi nel battesimo, rinascono a nuova vita in Cristo. Frutto di una redenzione e liberazione dell’uomo che ha prodotto il Sacrificio di Gesù sulla Croce. Lui ha offerto se stesso per ottenerci una nuova vita liberati dal male antico, dal peccato originale. Rinati a nuova vita nel battesimo siamo rimessi in comunione con Dio e Gesù ci partecipa della sua vita di Figlio prediletto del Padre. Donandoci il suo Santo Spirito ci permette di vivere pienamente il dono della figliolanza divina. Quello che Gesù ha fatto per noi è meraviglioso ed è un grande segno dell’amore che Dio ha per tutti noi. Amore che Gesù è venuto a manifestarci, a rivelarci, a farci conoscere. Così oggi ogni cristiano non si sente più  un uomo abbandonato a se stesso e al suo destino di morte. Ma accompagnato e sorretto dall’amore di Dio.
Questo in nocciolo la vita cristiana! Una vita stupenda, ricca di grazia, orientata alla verità della bellezza e della gloria. Aperta alla prospettiva che è dono di una  eternità. Non essendo più semplicemente materiale, la vita cristiana dona e infonde nell’uomo una vita anche spirituale che trionferà pienamente quando quella materiale avrà fine nell’attesa di un nuovo corpo non più corruttibile e degenerabile. Vita cristiana che alimenta nel credente cristiano la certezza della risurrezione anche del corpo che nel tempo dell’esilio terreno ha portato su di sé le conseguenze del peccato originale. Risorgeremo!
Ma la risurrezione anche del nostro corpo che verrà nel tempo finale stabilito da Dio nel giorno del giudizio, è l’ultimo atto del grande e stupendo disegno di salvezza e di redenzione dell’umanità. Altri atti lo precedono, altri momenti antecedono quello finale. Ogni volta che, come credenti , ci approssimiamo alla grande solennità pasquale, ci rendiamo conto dell’importanza della Pasqua di Cristo come opportunità per fare un altro passo nel cammino della vita illuminato dalla fede. Un passo in più che equivale a maturità cristiana consistente nel toglierci d’addosso le vesti dell’uomo vecchio e invecchiato dal peccato. Ogni pasqua di Cristo è occasione per una nuova pasqua anche nostra. Occasione di rinascita mentale ed interiore, ma soprattutto di cambiamento esistenziale. La pasqua deve essere occasione per attestarci in modo puntuale sul piano del cambiamento che viene detto in termini appropriati “metànoia”. Cambiamento radicale del nostro modo di vivere questo presente umano. Troppo c’è dell’umano e non poco di  irrazionale ed istintivo. Per lo più emotivo! Le ragione della fede quanto sorreggono i passi del nostro camminare in questo mondo? Quanto spazio c’è ancora sia nella mente che nel cuore per le cose di ‘lassù’?
E’ inutile nasconderci e crederci a posto davanti alle promesse battesimali e ai consigli evangelici. Quanto di cristiano c’è ancora in noi e quanto è ancora una regola del nostro esistere il Santo Evangelo? Quanto Gesù è nostro modello di vita con la sua umanità e divinità? Quanto siamo gioiosamente presi dal ‘morire’ con Lui per con lui ‘rinascere a vita nuova?” Purtroppo non poche volte la vita cristiano si sviluppa attorno ad alcune attenzioni comportamentali dal sapore  di galateo. Cioè una vita educata civilmente e correttamente. Ma non basta! L’essere civili e di buone maniere, educati e rispettosi non è tutto. E’ già qualcosa, ma per questo non è necessario essere cristiani. La vita cristiana è molto più di un semplice educato modo di vivere. E’ un vivere trasformato da Cristo Gesù! Perché questo avvenga occorre riprendere in considerazione seria la nostra discepolanza cristiana.
Non una parte di noi deve essere educata alla fede, ma tutto il nostro essere deve vivere di fede. Tutto ciò significa vivere come figli di Dio e non quindi  come figli di questo mondo. Importante per noi allora diventa non solo celebrare i santi misteri della nostra fede come la Pasqua, ma viverli come evento pasquale di Cristo e anche nostro. E’ come se ogni anno potessi ritentate, con l’aiuto di Gesù a rinascere ancora una volta. La vita cristiana è tutta una rinascita. Tutta dentro il continuo ed incessante movimento del morire e del rinascere. E quanto dobbiamo morire! Sicuramente sul piano della mentalità. Poiché nella mente dell’uomo si annidano pensieri idolatrici e nel cuore si coltivano passioni che fanno lotta al nostro essere  figli chiamati da Dio all’amore.

La quaresima possiamo dirlo un tempo di ritorno a Dio e quindi di ritorno serio ad essere quello che dovremmo essere a partire dal giorno del nostro battesimo. Tempo in cui con l’aiuto dello Spirito si ritrova il coraggio di lottare contro tutto ciò che ha imprigionato la nostra vita e l’ha sedotta. Si parla di penitenza e di mortificazione finalizzata a raggiungere una vittoria su tutto ciò che è male e malauguratamente ha guastato il nostro rapporto con Dio e impedito la vera comunione con Lui. Una lotta che non riuscirebbe vittoriosa se non ci fosse l’aiuto di Dio, se non usassimo dei mezzi sacramentali e soprattutto non dovessimo pregare e ascoltare la Parola di Dio. La quaresima ci ripropone una chance di vittoria sulla morte dell’anima che il peccato provoca. Non è un tempo da vivere tristemente, ma gioiosamente animati da buona volontà di conseguire una vittoria strepitosa su noi stessi.

Riuscendo a piegare le nostre volontà malate, condizionate e deviate.
Text Box:      «Tu hai stabilito un tempo per i tuoi figli  o Signore,   di rinnovamento spirituale,   perché si convertano a te con tutto il cuore,  e liberi dai fermenti del peccato  vivano le vicende di questo mondo  sempre orientati  verso i beni eterni »   ( Prefazio II di quaresima)  Un grande numero di persone è stanca della vita che conduce e non mancano di coloro che anzicchè vivere si lasciano vivere in una indecorosa rassegnazione al male e al peccato. Convinti che non si possa conseguire nulla di meglio e convinti che il male è più forte del bene. E’ questa una terribile tentazione. Non si deve indugiare nel decidersi ad attivare una guerra come si deve a tutte le passioni disgregatrici della nostra identità umana e cristiana. Come figli di Dio siamo destinati alla grande vittoria preparata da Cristo per tutti coloro che credono in Lui. Ma questi devono aprire gli occhi, accogliere nel cuore la voce di Dio che ci vuole vivi e non morti. Pieni di fede dunque possiamo andare verso la guerra più difficile contro la parte di noi che è in ribellione verso Dio.
Purtroppo sembra finita l’epoca in cui i cristiani davvero credevano nella necessità di ‘essere vigilanti’. Finita l’epoca in cui, dopo attenti esami di coscienza, i cristiani individuavano giorno dopo giorno su quale fronte ingaggiare la battaglia con le armi dello Spirito. Finito il tempo degli esercizi spirituale, degli allenamenti nelle virtù. Sembra finito il tempo in cui il cristiano si preoccupava di tenersi sempre pronto.

Capita alcune volte di renderci consapevoli dell’ingenuità di tanti fratelli e sorelle nella fede che credono sia sufficiente una preghiera di tanto in tanto formulata e di una messa domenicale quando ad essa si partecipa.
Un po’ poco davvero per far fronte oltre che alla vecchie anche alle nuove insidie del nemico della nostra vocazione cristiana e della nostra vita divina. Un po’ poco. Per non dire che tutto ciò è davvero al limite dell’essenziale.

(P. Giulio)

L’associazione Vita Nuova è la grande famiglia spirituale di Villa P.Picco, del Centro di Spiritualità della Santa Montagna. In essa si trovano in comunione di spirito e di vita tutti coloro che si sono sentiti chiamati da Dio ad abitare nella sua casa per tutti i giorni della loro vita. Far parte di questa famiglia è possibile in base alla chiamata e quindi alla grazia di Dio della conversione e alla vita nuova nello Spirito. Animati dallo Spirito Santo tutti i fratelli e le sorelle che sentono il desiderio di una nuova vita in Cristo, possono, sulle orme di Gesù e di Francesco di Assisi, camminare insieme. Quando si fa parte di una famiglia  la si deve amare e la si deve vivere. Continuiamo ad alimentare tra di noi il clima di familiarità esistente. .

E’ PREZIOSO OGNI AIUTO ECONOMICO CHE POTRA’ ESSERE OFFERTO MEDIANTE
CC/P N° 000010230282     INTESTATO A
Il Risorto. Villa Picco.Via Verbano 3a
28041 ARONA