Il Sogno di tutti

Chi non porta dentro di sé il sogno di vivere una vita migliore? Chi non spera di trovare finalmente un nuovo senso per la sua vita? Ma dove, dove troveremo la risposta? Mi vengono in mente le parole dei discepoli di Gesù: “Dove troveremo il pane per sfamare tanta gente?” E La risposta fu molto diretta: “Voi stessi”! Se pensiamo l’importanza del nostro impegno a tale riguardo! Noi stessi, noi tutti, siamo chiamati a collaborare con il Signore che chiama e attira a sé la gente bisognosa. Gente povera, bisognosa di tutto e che sogna di vedere restituita la propria vita alla dignità che le è stata tolta. Quale responsabilità ci è affidata nei riguardi di tutta questa gente. E noi non siamo nulla! Proprio nulla! Cosa possiamo dare? E allora vengono alla mente le parole di Pietro alla Porta Bella del tempio: “Non abbiamo nulla ma tutto quello che abbiamo te lo diamo” Così l’offerta della vera ricchezza che è Gesù, dona nuovamente a quel povero paralitico la gioia di tornare a camminare. Dobbiamo aiutare il Signore perché gli uomini tornino nuovamente a camminare nella fede!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«nel mio giardino inebriatevi o cari…»

L’estate avanza avvolti nella gioia del Signore, del Suo Santo Spirito che anima ogni ritrovarsi dei fratelli e delle sorelle. Fedeli agli appuntamenti e animati da intenso desiderio di accogliere la grazia di una vita rinnovata nell’amore di Dio. L’estate di Villa Picco ha preso il via domenica 22 luglio. Occorre però fare un piccolo passo indietro per tornare con la memoria alla domenica 17 giugno.
La domenica della festa della casa che è stata stupenda nella sua semplicità ma toccante. Tra noi, a presiedere l’Eucarestia, Mons. Gianni Colombo provicario generale. Una presenza gradita, apprezzata e stimolante. In quella domenica P. Giulio ha presentato il percorso spirituale della 27ma estate e ha offerto la conoscenza del tema ispiratore del percorso che prende spunto dal libro del Cantico dei Cantici cap.5,1.

«Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete:inebriatevi, o cari» Il testo, letto all’interno del particolare momento che sta vivendo la casa di preghiera, indubbiamente si presenta alquanto interessante e suggestivo. Assume il valore di un messaggio di vita. Illumina il cammino da compiere in questo tempo particolare per l’Opera della Santa Montagna. Siamo in tanti ad apprezzare gli attuali avvenimenti della casa.

C’è qualcosa di forte e di affascinante che và di settimana in settimana coinvolgendoci. Già due ne sono trascorse ed è bello vedere come và crescendo l’interesse di vivere questo tempo con disponibilità interiore e rinnovato slancio del cuore. Il grande riquadro che è stato posto nella zona di ingresso della casa contro il muro di cinta e l’altro, identico, al limite della zona tenda , attira l’attenzione continuamente sulla casa, su questo luogo. Da anni nostro porto sicuro! Vi siamo giunti dopo essere naufragati al largo. Qui lentamente il Signore ha messo mano alla nostra ricostruzione e in questo tempo l’opera del Signore si fa intensa.

Abbiamo bisogno, immenso bisogno, di riprenderci da ogni stanchezza interiore. Necessità di ricuperare il gusto di Dio. Ancora una volta abbiamo bisogno di ricominciare a nutrirci della grazia di Dio vincendo ogni appiattimento e destandoci da ogni sonno. Le preghiere e le catechesi ci rimettono in cammino. Il tempo infatti ci logora e si rischia di non apprezzare più la vita nuova nello Spirito, si rischia di essere risucchiati dentro le pesantezze materiali. Questo è il tempo in cui tornare ad amare con tutto noi stessi il disegno di Dio su di noi. In questi anni si è forse un po’ oscurato, sotto la pressione di tante cose, l’orizzonte verso cui si stava andando e che il Signore stesso ci aveva tracciato.

E’ un’estate di grazia! Come sempre ognuno di noi in modo diverso vivrà questo tempo. La diversità è data dalle personali condizioni. Non siamo uguali e non tutti in modo uguale abbiamo camminato. La grazia è tuttavia generosamente offerta a tutti, anche se non tutti l’accoglieranno in ugual modo. Ciò che conta però è che ognuno l’accolga perché non sarà senza effetti. Ringraziamo e lodiamo il Signore! Per tutto quello che ci viene dato gratuitamente e accettiamo di buon cuore l’invito che il Signore ci fa di inebriarci nel suo giardino.

Padre Giulio Manera