Foto p. Giulio

La casa e la famiglia spirituale di villa picco ha reso lode a dio
Per i  55 anni  di vita e per i 30 anni
di sacerdozio di P.Giulio

La nostra casa di preghiera è troppo bella mi dice P.Lorenzo e in questo periodo davvero tanti gli elementi che la rendono tale. Bella in sé e per sé, ma soprattutto bella per la vita che quotidianamente si vive. Si, intensa, a ritmi elevati, ma ricca di grazia e di stupende emozioni interiori. E’ la preghiera che sostiene tutto, che trasforma i cuori, che ispira la vita quotidiana. E’ la vera fraternità esistente e fatta di relazioni autentiche densamente intrise di carità e di generosità che la rendono, oltre la vita spirituale,bella. La casa avrebbe bisogno ora di giovani, come negli anni ottanta. Giovani non di semplice passaggio, ma che possano diventare di essa i veri animatori. Chi la guarda dall’esterno questa casa non la capisce, ma chi la vive può capire le emozioni e le sensazioni dei comunitari che vivono quotidianamente tra queste mura più che benedette dall’impegno cristiano di vita. Alcuni della nostra famiglia spirituale più ampia, dedicano qualche giornata alla casa, e partecipano della sua vita. Possono rendersi conto di ciò che qui scrivo e dico. La vita è molto concreta, impregnata di sacrificio e di dedizione costante, per insieme edificarci e crescere evangelicamente e per essere insieme testimoni dell’Amore di Dio. Qui non si fanno discorsi teorici perché non si ha tempo. Qui si vive e si condivide e tutto questo non fa che alimentare una vita piena e ricca di grazia di Dio.

Un po' di notizie di Casa Nostra
Parliamo anzitutto della condizione di salute dei nostri componenti la comunità residente. I residenti a vita comune sentono il peso degli anni. Molto efficienti anni fa oggi invece devono fare i conti con gli acciacchi e i guai che seguono l’età che avanza. I coniugi Pasqualin alle prese con una salute piuttosto deficitaria hanno dovuto subire alcuni ricoveri ospedalieri. E nonostante le tante complicazioni tirano avanti con il conforto e il sostegno di tutti noi. La Suora dopo l’intervento all’anca ha ripreso alla grande. Avventino se la cava nonostante la sua schiena. Sempre anche lui generosamente fedele alle piccole incombenze di casa: commissioni di vario genere in città e cura delle bevande e del pane.  Mamma Maria, sente il peso degli anni che quest’anno sono 96. Dopo un periodo problematico di salute, con l’aiuto della figlia Rosi e della nipote Simona che sono venuti generosamente in soccorso con la valida collaborazione di Giuseppina, sta riprendendo anche a partecipare agli atti comunitari di preghiera e pasto. Ha fatto nuovamente la sua apparizione in sala mensa proprio nel giorno 13 dicembre, festa del suo compleanno. Non cede nel fare lavoretti all’uncinetto e di lana.Quindi va bene.
Enza, ritornata definitivamente dalla Toscana, ha ripreso la gestione della segreteria con notevole lavoro di spoglio e verifica di un’infinità di cose. Lì era davvero necessario un intervento puntiglioso della documentazione e di quant’altro. A Lei e a Gianni inoltre l’incombenza della cura e gestione del settore oggettistica secondo lo spirito della casa. Servizio che và verso il suo completamento e la sua giusta e appropriata impostazione. Vedremo come meglio organizzare il servizio bar che dovrà essere tale e con la netta separazione da quello dell’oggettistica artigianale.
         Il P. Lorenzo cura l’andamento di salute di tutti e attende alla organizzazione delle mille cose di casa sempre con slancio e generosità grazie alla collaborazione del papà Arturo.
E naturalmente occorre dire che tutto il peso delle pubbliche relazioni e del lavoro pastorale è sulle spalle di P. Giulio sia fuori casa che dentro. Fuori importante la mano che dà P.Lorenzo.
La fortuna di avere tra noi Daniele è grande per tutto quello che nella casa c’è sempre  di necessità in tanti piccoli e grandi lavori. La nostra è anche una comunità oramai internazionale e la presenza di fratelli di altre nazioni ci dà idea di quanto sia importante l’accoglienza e l’ospitalità per la comunità cristiana. Non mancano gli ospiti. Anche quest’anno ne abbiamo e per noi è davvero importante praticare l’ospitalità verso giovani studenti, professori ed operai. Ad essi offriamo la casa come fosse casa loro e tale la sentono. Bello il rapporto che si instaura con coloro che passano giorni e settimane con noi. E’ una gioia per noi condividere gli spazi e la vita con loro ed essere a loro servizio. Addirittura facciamo i taxista per loro gratis et amor Dei!

Il S. Natale...

La meraviglios volontà di Dio di essere con noi

Incarnazione di Dio differenzia la fede cristiana da ogni altra professione di fede religiosa.  La fede cristiana motiva lo spassionato amore per la vita dell’uomo e ci rivela la necessità di amare l’umanità e avendo a cuore il destino degli uomini che sono amati da Dio.

E’ con  profondo sentimento di gratitudine che vi dico grazie, cari fratelli e care sorelle che formate la famiglia spirituale di questa casa: la mia famiglia!

Avete espresso verso la mia persona, come non mai, affetto e riconoscenza. A voce mi sono già espresso a riguardo di quello che avete organizzato e qui ancora mi sento in obbligo di scrivervelo. Dio vi benedica davvero. Grazie a voi la mia vita è piena e ricca di senso.

Alle porte della solennità natalizia del Signore tanti aspetti della nostra vocazione cristiana vengono a ripresentarsi nella loro bellezza e ricchezza. Betlemme non è solo luogo geografico in cui incomincia una nuova umanità, ma anche il luogo che definisce la qualità di questa nuova umanità. Betlemme infatti significa “casa del pane’. Luogo perciò in cui la vita può diventare capace di dare vita, di nutrire la vita e di alimentarla.

Gesù aveva detto di sé di essere il pane vivo disceso dal cielo. Chi avrebbe mangiato di questo pane avrebbe avuto vita! Interessante il collegamento che possiamo fare al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci riportato nel Vangelo di Giovanni. Ci aiuta a capire come la nuova umanità che nasce a Betlemme da Maria, si porta  a compimento a Gerusalemme. Ed appunto a Gerusalemme che il seme sepolto in terra germoglia e produce frutto, moltiplicandosi nei secoli. Il miracolo della moltiplicazione dei pani continua. E’ il miracolo della vita che si moltiplica. Altre umanità, rinascono e sorgono intrise di carità e di amore per l’umanità. Altri come Gesù che è pane di vita diventeranno pani di vita, frumento prezioso nelle mani di Dio per essere impastato dallo Spirito e diventare cibo di vita per l’umanità.

Betlemme immette nella storia la più grande rivoluzione che sia mai stata possibile sul pianeta terra. La scintilla che avrebbe fatto esplodere una nuova umanità è stato Dio stesso ad immetterla dentro una umanità inaridita e infeconda a motivo del peccato originale. Il Santo Natale del Signore mette bene in evidenza che solo  la ‘vita’ genera ‘vita. Dio che si  fa carne e che incarnandosi viene di mezzo a noi,  immette dentro la storia umana la possibilità di essere tutta impregnata di ‘senso’ e di ‘voglia’ di vivere. Non più dunque una vita già in partenza condannata alla tristezza per le false speranze e le false novità.

Come non ammirare quanto è avvenuto dunque a Betlemme di Giudea portatosi a compimento a Gerusalemme? Credo che i due punti di riferimento geografico che stabiliscono l’inizio di una vita nuova e di una nuova umanità e la sua diffusione dentro gli estremi confini della terra, siano emblematici per accettare l’insegnamento divino riguardo la vita stessa degli uomini. Il Natale del Signore non è altro che l’esaltazione piena della vita umana. E’ questa il bene più prezioso che possiede la terra. Da qui si comprende il motivo per cui, nella visione cristiana, l’uomo e la sua vita contano più di ogni altra cosa. L’incarnazione di Dio sta a dire  la dignità, il grande valore che c’è dentro il nostro essere in carne ed ossa. Non siamo pura materia, siamo persone, cioè ‘esseri viventi’ i soli resi tali dallo Spirito di Dio con la grande responsabilità a noi affidati di conservare in vita tutte le cose.

L’uomo-Dio che è Gesù,è la notizia stupendamente bella che nulla vi è di più grande e di più nobile dentro il generale quadro della creazione  della vita umana. Proprio alla luce di questa manifestazione di Dio stà l’esaltazione della vita. Ciò spiega il motivo per cui la cristianità lotta contro tutto ciò che tenta la sua manipolazione e il suo uso improprio. Proprio il mistero del Natale immette nel cristiano la comprensione della verità sull’uomo. Nonostante che la cultura nichilista voglia portare l’umanità su altri piani di considerazione della vita e della storia. Nonostante l’imperante relativismo che minaccia una visione corretta e di verità della creatura umana così come da Dio è stata desiderata sulla terra.

Non v’è dubbio che l’incarnazione di Dio sia l’aspetto più odiato dai nemici della vita umana, responsabili di crimini, sotto istigazione del maligno, di ogni sorta. E benché nella nostra società abbiamo raggiunto traguardi impensabili nell’ambito della tecnologia e delle scoperte, non possiamo dire di aver raggiunto nuovi traguardi per la difesa e la tutela della vita. Sfuggendo dai soliti luoghi comuni, diciamoci francamente che fa enormemente specie vedere quanto succede nel mondo  dei giovani adolescenti e in quelli meno adolescenti. Sono questi i più segnati e i più derubati della verità dell’esistenza.

Sono ancora scioccato da quanto ho letto su Panorama del 22 Novembre che riportava un ampio servizio sulla ‘Generazione degenerata’. Nella nostra società è evidente il disprezzo della dignità della persona. Quanto drammatico è l’insulto dato alla vita!

Non v’è dubbio che occorre riscoprire la verità perduta della vita come dono per la stessa vita dell’umanità. Ed è ancora una volta solo Dio Colui che può aiutarci visitandoci nelle nuove “Betlemme” della storia contemporanea. Non possiamo che unirci al canto degli angeli per la consolante verità che si rende viva e presente a sostegno di un amore per la vita che mai deve sparire sulla faccia della terra.

Padre Giulio Manera

ANDIAMO ANCHE NOI VERSO IL BAMBINO GESU’ PER ADORARLO CON TUTTO IL CUORE

 

Vogliamo essere come i pastori di Betlemme raggiunti dagli angeli. Incamminatisi verso la grotta vi giungono con il desiderio di ‘vedere’ il Re della Gloria. Davanti a Lui essi percepiscono la vera ricchezza. La chiesa, la comunità cristiana, il cristiano è invitato come non mai ad essere il popolo che contempla la Speranza.

Siamo il popolo che sente in modo forte il compito, di mezzo a tutti i popoli di dover dare Lode al Signore! La preghiera di lode, dono e frutto dell’azione dello Spirito di Dio, è ciò che tanto spontaneamente scaturisce dai cuori. Qui, sulla Santa Montagna, possiamo esternare i sentimenti di fede e di amore che ci animano. Questo modo di ritrovarci davanti a Dio,rende molto particolare ogni nostra assemblea nei giorni di sabato e di domenica. E’ la nostra preghiera! Quella che ininterrottamente da 27 e oltre anni si eleva a Dio e che in taluni momenti liturgici assume ancor più forza. Il Natale è uni di questi momenti. Gli eventi della salvezza che celebriamo nei santi riti sono oggetto della nostra meditazione e della nostra preghiera spontanea. Lo sono in quella privata e personale e come pure in quella comunitaria.
Chiunque viene qui non può che prendere atto di questo modo di ritrovarci tra di noi. Tutto è dovuto all’esperienza della nuova pentecoste e di una rinnovata effusione dello Spirito di Dio. Da allora, la riscoperta della potenza dello Spirito di Dio ha infuso nei cuori il dono della Lode. Dono che non si conosceva così come si è potuto conoscere.
Ed è proprio questo modo di pregare che ci immerge più sentitamente dentro i misteri della nostra fede permettendoci di coglierne la bellezza e la loro fondamentale portata salvifica.
Dal Natale fino alla Solennità del Battesimo di Gesù abbiamo a disposizione un tempo davvero di grazia dentro cui immergerci. Lo Spirito di Dio che ha fecondato il grembo della Vergine Maria, ci guiderà verso la presenza divina di Gesù. Ci aiuterà a porgere lo sguardo denso di fede in Lui a salutarlo e a riconoscerlo come la nostra salvezza. E a gustare il dono della salvezza che è in Gesù.