Il S. Natale...
La meraviglios volontà di Dio di essere con noi
Incarnazione di Dio differenzia la fede cristiana da ogni altra professione di fede religiosa. La fede cristiana motiva lo spassionato amore per la vita dell’uomo e ci rivela la necessità di amare l’umanità e avendo a cuore il destino degli uomini che sono amati da Dio.
E’ con profondo sentimento di gratitudine che vi dico grazie, cari fratelli e care sorelle che formate la famiglia spirituale di questa casa: la mia famiglia!
Avete espresso verso la mia persona, come non mai, affetto e riconoscenza. A voce mi sono già espresso a riguardo di quello che avete organizzato e qui ancora mi sento in obbligo di scrivervelo. Dio vi benedica davvero. Grazie a voi la mia vita è piena e ricca di senso.
Alle porte della solennità natalizia del Signore tanti aspetti della nostra vocazione cristiana vengono a ripresentarsi nella loro bellezza e ricchezza. Betlemme non è solo luogo geografico in cui incomincia una nuova umanità, ma anche il luogo che definisce la qualità di questa nuova umanità. Betlemme infatti significa “casa del pane’. Luogo perciò in cui la vita può diventare capace di dare vita, di nutrire la vita e di alimentarla.
Gesù aveva detto di sé di essere il pane vivo disceso dal cielo. Chi avrebbe mangiato di questo pane avrebbe avuto vita! Interessante il collegamento che possiamo fare al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci riportato nel Vangelo di Giovanni. Ci aiuta a capire come la nuova umanità che nasce a Betlemme da Maria, si porta a compimento a Gerusalemme. Ed appunto a Gerusalemme che il seme sepolto in terra germoglia e produce frutto, moltiplicandosi nei secoli. Il miracolo della moltiplicazione dei pani continua. E’ il miracolo della vita che si moltiplica. Altre umanità, rinascono e sorgono intrise di carità e di amore per l’umanità. Altri come Gesù che è pane di vita diventeranno pani di vita, frumento prezioso nelle mani di Dio per essere impastato dallo Spirito e diventare cibo di vita per l’umanità.
Betlemme immette nella storia la più grande rivoluzione che sia mai stata possibile sul pianeta terra. La scintilla che avrebbe fatto esplodere una nuova umanità è stato Dio stesso ad immetterla dentro una umanità inaridita e infeconda a motivo del peccato originale. Il Santo Natale del Signore mette bene in evidenza che solo la ‘vita’ genera ‘vita. Dio che si fa carne e che incarnandosi viene di mezzo a noi, immette dentro la storia umana la possibilità di essere tutta impregnata di ‘senso’ e di ‘voglia’ di vivere. Non più dunque una vita già in partenza condannata alla tristezza per le false speranze e le false novità.
Come non ammirare quanto è avvenuto dunque a Betlemme di Giudea portatosi a compimento a Gerusalemme? Credo che i due punti di riferimento geografico che stabiliscono l’inizio di una vita nuova e di una nuova umanità e la sua diffusione dentro gli estremi confini della terra, siano emblematici per accettare l’insegnamento divino riguardo la vita stessa degli uomini. Il Natale del Signore non è altro che l’esaltazione piena della vita umana. E’ questa il bene più prezioso che possiede la terra. Da qui si comprende il motivo per cui, nella visione cristiana, l’uomo e la sua vita contano più di ogni altra cosa. L’incarnazione di Dio sta a dire la dignità, il grande valore che c’è dentro il nostro essere in carne ed ossa. Non siamo pura materia, siamo persone, cioè ‘esseri viventi’ i soli resi tali dallo Spirito di Dio con la grande responsabilità a noi affidati di conservare in vita tutte le cose.
L’uomo-Dio che è Gesù,è la notizia stupendamente bella che nulla vi è di più grande e di più nobile dentro il generale quadro della creazione della vita umana. Proprio alla luce di questa manifestazione di Dio stà l’esaltazione della vita. Ciò spiega il motivo per cui la cristianità lotta contro tutto ciò che tenta la sua manipolazione e il suo uso improprio. Proprio il mistero del Natale immette nel cristiano la comprensione della verità sull’uomo. Nonostante che la cultura nichilista voglia portare l’umanità su altri piani di considerazione della vita e della storia. Nonostante l’imperante relativismo che minaccia una visione corretta e di verità della creatura umana così come da Dio è stata desiderata sulla terra.
Non v’è dubbio che l’incarnazione di Dio sia l’aspetto più odiato dai nemici della vita umana, responsabili di crimini, sotto istigazione del maligno, di ogni sorta. E benché nella nostra società abbiamo raggiunto traguardi impensabili nell’ambito della tecnologia e delle scoperte, non possiamo dire di aver raggiunto nuovi traguardi per la difesa e la tutela della vita. Sfuggendo dai soliti luoghi comuni, diciamoci francamente che fa enormemente specie vedere quanto succede nel mondo dei giovani adolescenti e in quelli meno adolescenti. Sono questi i più segnati e i più derubati della verità dell’esistenza.
Sono ancora scioccato da quanto ho letto su Panorama del 22 Novembre che riportava un ampio servizio sulla ‘Generazione degenerata’. Nella nostra società è evidente il disprezzo della dignità della persona. Quanto drammatico è l’insulto dato alla vita!
Non v’è dubbio che occorre riscoprire la verità perduta della vita come dono per la stessa vita dell’umanità. Ed è ancora una volta solo Dio Colui che può aiutarci visitandoci nelle nuove “Betlemme” della storia contemporanea. Non possiamo che unirci al canto degli angeli per la consolante verità che si rende viva e presente a sostegno di un amore per la vita che mai deve sparire sulla faccia della terra.
Padre Giulio Manera
ANDIAMO ANCHE NOI VERSO IL BAMBINO GESU’ PER ADORARLO CON TUTTO IL CUORE
Vogliamo essere come i pastori di Betlemme raggiunti dagli angeli. Incamminatisi verso la grotta vi giungono con il desiderio di ‘vedere’ il Re della Gloria. Davanti a Lui essi percepiscono la vera ricchezza. La chiesa, la comunità cristiana, il cristiano è invitato come non mai ad essere il popolo che contempla la Speranza.
Siamo il popolo che sente in modo forte il compito, di mezzo a tutti i popoli di dover dare Lode al Signore! La preghiera di lode, dono e frutto dell’azione dello Spirito di Dio, è ciò che tanto spontaneamente scaturisce dai cuori. Qui, sulla Santa Montagna, possiamo esternare i sentimenti di fede e di amore che ci animano. Questo modo di ritrovarci davanti a Dio,rende molto particolare ogni nostra assemblea nei giorni di sabato e di domenica. E’ la nostra preghiera! Quella che ininterrottamente da 27 e oltre anni si eleva a Dio e che in taluni momenti liturgici assume ancor più forza. Il Natale è uni di questi momenti. Gli eventi della salvezza che celebriamo nei santi riti sono oggetto della nostra meditazione e della nostra preghiera spontanea. Lo sono in quella privata e personale e come pure in quella comunitaria.
Chiunque viene qui non può che prendere atto di questo modo di ritrovarci tra di noi. Tutto è dovuto all’esperienza della nuova pentecoste e di una rinnovata effusione dello Spirito di Dio. Da allora, la riscoperta della potenza dello Spirito di Dio ha infuso nei cuori il dono della Lode. Dono che non si conosceva così come si è potuto conoscere.
Ed è proprio questo modo di pregare che ci immerge più sentitamente dentro i misteri della nostra fede permettendoci di coglierne la bellezza e la loro fondamentale portata salvifica.
Dal Natale fino alla Solennità del Battesimo di Gesù abbiamo a disposizione un tempo davvero di grazia dentro cui immergerci. Lo Spirito di Dio che ha fecondato il grembo della Vergine Maria, ci guiderà verso la presenza divina di Gesù. Ci aiuterà a porgere lo sguardo denso di fede in Lui a salutarlo e a riconoscerlo come la nostra salvezza. E a gustare il dono della salvezza che è in Gesù.
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