Dal Vangelo secondo Marco (1,7-11)

 

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In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


Anche il battesimo di Gesù fa parte di quell'epifania (che vuol dire "manifestazione") che abbiamo celebrato pochi giorni fa: ora il Padre manifesta al mondo Gesù, il suo Figlio amato perché anche noi possiamo diventare "figli nel Figlio"; perché anche noi per il Padre siamo figli amati nei quali si compiace.

Trovo interessante sottolineare che esiste un parallelismo tra il battesimo e la crocifissione; il primo inizia il Vangelo, la seconda lo chiude al capitolo 16. Non si tratta solo di parallelo letterario ma di un legame teologico: ciò che avviene nel battesimo è il risultato, la conseguenza della croce. Sembra che Marco abbia voluto raccontare la storia di Gesù a partire dalla risurrezione (raccontata in modo molto scarno per altro) contenuta e spiegata dal battesimo posto all'inizio della sua opera, per poi ripercorrere il tragitto e mostrare come Gesù sia arrivato a squarciare i cieli.

Alcuni elementi vanno sottolineati: nel battesimo i cieli si squarciano e Marco è l'unico ad indicare che alla morte di Gesù il velo del tempio si squarciò (nel tempio, il velo separava il Santo dei Santi - il luogo dell'Arca e quindi della presenza di Dio - dal resto del tempio). Attraverso il velo soltanto il Sommo sacerdote poteva passare una sola volta all'anno per compiere il rito dell'espiazione; ora Gesù diviene il nuovo Sommo Sacerdote che espia con il suo sangue il peccato del mondo: ora ecco che Dio è accessibile a tutti: con la morte e risurrezione il Cielo, chiuso a causa del peccato originale (Genesi 3,24) non è aperto: la morte (simboleggiata dall'acqua) non può trattenere Gesù e i cieli squarciati sono aperti non solo per Gesù ma per tutta l'umanità! Ora il Padre proclama Gesù il Figlio amato e in Lui tutta l'umanità.

Il battesimo di Gesù diventa allora epifania, manifestazione dell'Amore di Dio che ci salva in Cristo; un amore che, come scrive S. Paolo: «è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Romani 5,5). Ecco allora che il nostro battesimo diventa il sacramento grazie al quale diventando "il Corpo di Cristo, cioè la Chiesa" ci sentiamo dire dal Padre: «tu sei il mio figlio amato, in te mi sono compiaciuto».