Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)

 

img 17 01

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!»l. E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Per comprendere il Vangelo di oggi, dobbiamo inquadrarlo nel contesto più generale di queste ultime domeniche in cui Gesù inizia la sua predicazione annunciando il regno di Dio. Dopo aver chiamato i primi discepoli entra nella sinagoga di Cafarnao e insegna con autorità; ed è proprio in questo contesto che il suo insegnamento si rivela con forza: il male presente in un uomo si manifesta; l'autorità di Gesù però è in grado non solo di manifestarne la presenza ma anche di sottometterla. Lo scontro a cui si assiste qui è tra la purezza della Parola, riconosciuta dallo spirito impuro con l’espressione “Santo di Dio” (“Santo”: la traduzione italiana del termine ebraico (qòdesh), denota qualcosa di separato, esclusivo o riservato a Dio; indica la condizione di purezza di chi è messo da parte per il servizio di Dio) e l'impurità dello spirito stesso. Purezza e impurità sono sinonimi della contrapposizione tra luce e tenebre, tra verità e menzogna, vita e morte.

L'insegnamento di Gesù, Parola di Dio fatta carne, è in grado di portare la purissima luce di Dio che sconfigge le tenebre. Gesù caccia con autorità lo spirito impuro, il quale se ne va straziando l'uomo e gridando forte: sono i segni della sua potenza sconfitta che deve lasciare l'uomo. Mentre lo spirito impuro esce al tempo stesso si dice che la fama di Gesù esce subito ovunque in tutta la regione della Galilea. Il vangelo usa lo stesso verbo “uscire”, sia per indicare la partenza dello spirito impuro, sia per indicare il diffondersi della fama di Gesù. L’immagine che emerge è quella di una realtà che si manifesta con caratteristiche diverse: il male con la sua impurità violenta e dolorosa, Gesù con il suo insegnamento di vita. Mentre il primo esce manifestando tutta la sua impurità, la sua violenza e la sua morte, l'insegnamento di Gesù, parola di Dio fatta carne, esce e si diffonde con santità, purezza e il suo profumo come un unguento che risana dà vita. Dobbiamo chiederci come la Parola purissima di Gesù prende possesso della nostra vita e come la trasforma e la libera, colmandola di purezza fragrante. È molto probabile che la presenza della Parola purissima del regno di Dio, faccia emergere anche nell'uomo di oggi, la violenza e i toni accesi, l'imposizione autoritaria e la forza violenta ma questo non è altro che il segno della presenza della santità di Dio che in questo mondo si scontra con l'impurità. Ciò significherebbe che è in atto una radicale liberazione e guarigione dell'uomo.