Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)

 

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In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


L'inizio del tempo di Quaresima ci propone sempre il racconto delle tentazioni; quest'anno leggiamo la versione di San Marco che, a differenza degli altri Vangeli, è molto scarno e non riporta il contenuto delle tentazioni. Tuttavia ci offre alcuni elementi davvero importanti che ci aiutano a "leggere" questo itinerario quaresimale. E' importante però fare una premessa: il tempo della Quaresima non è il tempo delle penitenze e dei "fioretti", ma il tempo di riscoperta e riappropriazione del sacramento del battesimo grazie al quale siamo stati resi figli di Dio. La "penitenza" deve essere intesa nel puro significato biblico come "conversione del cuore", per crescere sempre di più in questa realità divina che ci caratterizza per grazia.

Detto questo, il primo elemento che vorrei sottolineare è quello dello Spirito che "sospinge" Gesù nel deserto. Il verbo usato da San Marco è ekballo, spingere violentemente in avanti; è la stessa parola che Gesù usa quando scaccia i demoni con il dito di Dio (Luca 11,20). Questo ci permette di ritenere che Gesù sia stato gettato, lanciato, caricato con forza nel deserto dallo Spirito. Ed è significativo che ciò avvenga dopo il battesimo nel quale è stato consacrato dallo Spirito e dove il Padre lo dichiara "figlio prediletto, suo compiacimento" (Mc 1,11). Ora, rivestito di potenza e lanciuato, gettato nel mondo, deve affrontare la lotta contro il Male. La sua discesa agli inferi comincia proprio qui e si concluderà dopo la morte di croce. Nel vincere la prova - che per altro non lo abbandonerà fin sulla croce - sarà pronto per iniziare la sua missione.

Il secondo elemento è la descrizione messianica del contesto che si rifà al paradiso terrestre: stare con le bestie selvatiche, servito dagli angeli, richiama la dimensione finale della vittoria del Messia che instaura la pace cosmica. Vorrei farvi notare però che nella descrizione di San Marco ci sono le bestie, il contesto della natura e persino gli angeli ma manca l'umanità. Proprio come Adamo che nel paradiso terrestre sente la mancanza di qualcuno che gli sia simile. E' a questo punto che Dio trae dal fianco dall'Adamo addormentato la donna riconosciuta come "carne della sua carne" (Gn 2,23). Il sonno metafora della morte, dell'anima prima ancora che del corpo indica la prova-tentazione vissuta da Gesù che ha "svuotato" sé stesso, umiliandosi fino alla morte, per compiere la volontà del Padre: portare all'umanità la salvezza mediante il suo amore fino alla morte. Ed è in questo sonno che nasce la nuova Eva: la Chiesa. L'umanità rigenerata (generata di nuovo); il fianco squarciato di Gesù sulla croce da cui nasce la Chiesa è presente nascostamente nel sacramento del battesimo. E' lì che rinasciamo e a partire da lì, come per Gesù, siamo lanciati dallo Spirito nell'arena della vita per combattere contro il Male, portando con noi e custodendo la testimonianza di Gesù (Ap 19,10), equipaggiati da tutti i doni di Grazia: «l'armatura di Dio...cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace...lo scudo della fede, l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente...vigilando» (Ef 6, 13-18). Ecco perché la Quaresima è la riscoperta del nostro battesimo: primo per contemplare con gratitudine l'opera compiuta per noi da Gesù e di conseguenza metterci in cammino dietro di Lui perché Lui possa vivere in noi e noi in Lui. Anche quest'anno entriamo dunque in questa palestra spirituale che è la Quaresima per continuare in nostro cammino.