Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10)

 

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In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


Dopo le tentazioni nel deserto la trasfigurazione. Quale rapporto esiste tra questi momenti, apparentemente così distanti fra loro? Quale messaggio ci offre la liturgia, per il cammino quaresimale? Prima di rispondere a queste domande occorre illustrare un poco la pagina odierna. Innanzi tutto il racconto richiama il libro dell'Esodo (24, 1-17) quando Mosè con Aronne, Nadab e Abiu (come Gesù con i tre discepoli) sale sul monte Sinai a ricevere le tavole della Legge. Dopo sei giorni la nube scese su Mosè e Dio gli diede le tavole della Legge. Scendendo dal monte il viso di Mosè era diventato luminoso. 

Se mettiamo a confronto i due racconti troviamo molte similitudini, segno evidente che l'evangelista vuole creare un legame di significato: Gesù è la nuova legge: la Parola della vita; per questo il Padre dice: "ascoltatelo"! Tuttavia la comprensione di questa Nuova Legge (che è la legge dell'Amore), potrà avvenire solo attraverso il dramma della passione e della morte. Esse (come anche la prova-tentazione) sono necessarie: sono la via attraverso cui passare per donare tutto sè stessi. Quanto è difficile comprendere la "via"del dono di sé fino alla morte! Per questo Gesù impone ai discepoli il silenzio: tutto dovrà essere compreso e riletto alla luce della risurrezione, che diventerà la chiave di lettura di tutta la vita di Gesù. Per il momento occorre far tacere non solo la bocca ma anche la mente: l'unica dovrà essere quella del cuore in ascolto, come in Maria che: "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19).

Dono di sé fino in fondo... solo donando tutto il cuore (non solo una parte) si può sperimentare l'Amore, la Vita! Gesù lo propone a tutti noi: «allora Gesù fissatolo, lo amò e gli disse: "una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi"» (Mc 10,21). Per continuare a considerare la dimensione battesimale della quaresima, possiamo trovare anche in questa pagina un forte rimando al battesimo: grazie ad esso siamo figli di Dio, la Sua Luce ci abita (1Gv 1,5). Anche nei momenti più bui non dimentichiamo che le tenebre possono essere squarciate e trasfigurate dalla luce di Dio che ci abita; certo non siamo ancora pienamente partecipi della gloria di Dio ma già lo siamo in misura della nostra fede. San Giovanni nella sua prima lettera lo dichiara: «Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1Gv 3,2). Ecco allora che possiamo riprendere le domande iniziali. Queste due pagine evangeliche ci stanno dicendo che nella vita dobbiamo imparare a non ascoltare la voce del Nemico ma ascoltare profondamente la voce di Dio. Attraversare la vita con le sue prove arrivando all'Amore è possibile solo ascoltando e seguendo Gesù.

Chi se non Lui potrà prenderci per mano per farci attraversare fino in fondo la prova (della fede, della vita?). Chi se non Lui potrà condurci per fare della nostra vita un dono d'amore? Chi se non Lui potrà condurci alla vittoria sul male e sulla morte? Chi se non Lui può farci risorgere, giorno dopo giorno per l'eternità? Dio Padre che ci ama, ci dona il suo Figlio e ci dice: "Ascoltatelo"!