Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 41-51)

 

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In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».


Prosegue la lettura del capitolo 6 di Giovanni; mi sembra importante sottolineare un elemento presente nelle tre letture odierne: il contestare Dio. Nella Bibbia la contestazione del popolo viene chiamata “mormorazione”. Nella prima lettura Elia vuole morire... è stanco di fare il profeta e di mettere a repentaglio la sua vita quando tutto sembra inutile. Nel vangelo i giudei mormorano contro Gesù: com’è possibile che sia il pane del Cielo se? Anche il salmo riprende la mormorazione del popolo di Israele nel deserto.

Infine la seconda lettura inizia con l’invito a non rattristare lo Spirito Santo. Forse le letture di questa domenica ci vogliono invitare a verificare se stiamo accogliendo con lo spirito giusto il pane che Dio ci dona. Ma cos’è questo pane del Cielo? Certamente è l’Eucarestia ma non è riducibile soltanto al sacramento – seppure lo racchiude in modo sublime. Il Pane del Cielo è tutto ciò che il Signore ci offre con Provvidenza perché possiamo vivere davvero. Allora con “pane” si intende la Parola del Signore (il Vangelo); il dono dello Spirito che viene a noi quotidianamente; i fatti che accadono e che determinano i nostri passi e le nostre risposte.

Dobbiamo verificare se accogliamo tutto ciò con docilità oppure se vi opponiamo resistenza, se vogliamo che questo “pane” sia come lo desideriamo noi, magari privato e purificato dalla fatica del credere, dall’incognita della fiducia; oppure se ascoltiamo la Parola ma poi non la mettiamo in pratica; se ci affanniamo per essere gli autori della nostra vita senza affidarci alla Provvidenza, senza che sia il Signore a tracciare la strada verso la Terra Promessa.. il popolo di Israele mentre cammina nel deserto si lamenta continuamente e nonostante Dio lo nutra con la manna oppone resistenza; pur vedendo la mano di Dio non riesce a fidarsi pienamente di Lui. Ecco allora la mormorazione che è segno di poca docilità e ancor meno obbedienza. Verifichiamo cari fratelli e sorelle se davvero siamo capaci di mangiare il pane che Gesù ci offre con fiducia, amore e obbedienza.