Dal Vangelo secondo Luca (3, 15-16.21-22)

 

IMG 20210925 074015

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo  si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


La festa del battesimo del Signore fa da ponte fra due tempi liturgici: il tempo di Natale e il tempo detto Ordinario (Ordinario non significa meno importante; è invece il tempo in cui la Comunità dei credenti cammina con il Signore Risorto accogliendolo e lasciandosi plasmare da esso). Unisce cioè i racconti dell'infanzia, narrati da Matteo e da Luca a quelli dell'attività pubblica che comincia proprio con il battesimo. Il vangelo odierno mette in evidenza come su Gesù appena battezzato scende lo Spirito Santo e il Padre lo dichiara suo figlio amato. Non si tratta semplicemente della cronaca di un fatto ma piuttosto dell'epifania al mondo di Gesù come Figlio di Dio.

È interessante notare che questo racconto potrebbe essere accostato in modo speculare a quello della natività. Se a Betlemme l'angelo annunzia ai pastori la nascita del Messia, ora è Giovanni ad annunciare a tutto il popolo in attesa che il Messia è lì presente. Anzi, se a Betlemme sono gli angeli ad annunciare la sua nascita, ora è il Padre stesso a farlo, nella potenza dello Spirito Santo. Il battesimo di Gesù dunque è l'epifania (cioè la manifestazione) di Dio stesso nella persona di Gesù. La discesa dello Spirito Santo su Gesù ne fa il Consacrato, il Messia pronto per iniziare la sua missione nel mondo.

Nel Giordano avviene come una seconda nascita per Gesù, non più nella carne ma della potenza dello Spirito Santo. Il battesimo rivela Gesù adulto, non solo anagraficamente ma spiritualmente: ora è a disposizione di Dio Padre, strumento dello Spirito per il bene dell'umanità. Forgiato dallo Spirito per trent’anni ora Gesù è consacrato per iniziare la sua missione. A questo riguardo mi viene da pensare come anche il nostro battesimo dovrebbe essere il sacramento grazie al quale diventiamo “adulti” nella fede, crescendo come figli di Dio e capaci di essere a sua disposizione per essere suoi strumenti per il bene della sua santa Chiesa. In effetti la nostra vita (cioè il nostro essere nel mondo, il tempo che viviamo, lo spazio che abitiamo) dovrebbe essere il luogo dove Gesù torna a incarnarsi, dove si manifesta la sua salvezza. Nella liturgia di questo tempo ordinario dovremmo ripercorre e sperimentare il dono della salvezza operata da Gesù.

Lasciamoci condurre di domenica in domenica dalla liturgia domenicale per ri-scoprire la nostra vocazione: nel battesimo che abbiamo ricevuto lo Spirito ci fa rinascere sempre di nuovo e sempre più meravigliosamente se affidiamo a lui il nostro cammino.